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sabato 6 aprile 2013

Coach Angelo Lorenzetti
Cuneo merita di arrivare fino in fondo alla volata scudetto. Nell’annata più oscillante della sua storia recente (fuori dalla Final Four di Coppa Italia e con qualche blackout di troppo in campionato), la Bre Banca in poco più di un mese è riuscita a dare senso compiuto alla stagione, in Italia e in Europa. Tutto questo è stato sufficiente ad allontanare i sospetti che il club fosse alle prese con la sua parabola discendente. Giammai. Chiusa la doverosa premessa, vi confesso che, ancora oggi, nemmeno il più potente dei colluttori al mentolo riesce a togliermi il fastidioso amaro in bocca per l’eliminazione di Casa Modena. 

Cronista esagerato e svitato? Può darsi, ma è difficile accettare il fatto che la squadra di Lorenzetti non sia stata buttata fuori solo da un bravo avversario. Ci si è messo di mezzo anche un regolamento illogico. Talmente illogico da permettere ai piemontesi, meglio piazzati in classifica, di partire con il vantaggio di 1-0 nella serie. Se proprio un vantaggio doveva essere assegnato, non sarebbe stato più giusto il contrario? 

Nemmeno l’ennesima e attenta lettura del meccanismo play off mi ha dato pace. Continuo a non capire il senso di tutto questo. Nell’altro quarto di finale ad usufruire di questo ‘bonus’ è stata la Lube Macerata, campione d’Italia, contro l’Andreoli Latina. Stesso esito, con Golia che prende a sberle Davide.

Se il tentativo è quello di mettere un po’ più di pepe sul finale del torneo, la missione è fallita.
E con un vantaggio mantenuto anche nelle semifinali, ci sono buone possibilità che siano (le solite) Macerata e Trento a contendersi il titolo. Una considerazione più ampia, poi, potrebbe portare a domandarci se una post season ad otto non sia un tantino esagerata, ma qui comprendo che ci possano essere una serie di ragionevoli motivi.

Ragionevole è anche considerare un successo la stagione di Modena, cresciuta in modo esponenziale con il passare delle giornate e diventata squadra vera nel momento in cui sembrava imminente la resa. Ora si pensa al futuro, mentre il presente è fatto di conferme (Baranowicz, Quesque, Kovacevic, Manià, Vesley, Sala), e addii.

Socchiusa la porta di Casa, si aprirà quella del nuovo sponsor Kerakoll (un ritorno in realtà, molto vicino a compiersi) che completerà la rosa della nuova cordata socitaria. In panchina si ripartirà da Lorenzetti, che dovrà mettersi subito al lavoro per colmare il vuoto delle probabili partenze di Celitans e Deroo.
Un peccato non trattenerli.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 22 marzo 2013

Lorenzetti e l'insegnamento della 'Freccia del Sud'. Bisogna avere una voglia matta di scrivere la storia

Pietro Mennea
Ero in macchina, ieri mattina, quando la radio ha annunciato la morte di Pietro Mennea. Sarà strano, magari lo sono soprattutto io, ma la prima cosa che mi è venuta in mente non è stato né il record né l’oro olimpico sui 200 metri che lo hanno reso una leggenda. Mi sono chiesto, da subito, se e che cosa ha consegnato alle nuove generazioni di sportivi, pallavolisti compresi, quel signore paffuto con la mascella un po’ pronunciata. I più giovani del resto lo hanno conosciuto solo in questa versione.

Non che un campione debba per forza lasciare chissà quale insegnamento in eredità, però Mennea lo ha fatto. 
Con quale e quanta consapevolezza non conta. I successi di Pietro da Barletta hanno contribuito a scardinare il vecchio e paraculo adagio de «l’importante è partecipare».

Con il doping e le partite truccate, questa espressione è nella top ten delle cose che mortificano lo sport. 
In pista come sul taraflex, invece, ci si va solo per vincere, pur con la consapevolezza che una sconfitta non è un dramma e che da una batosta ci si può rialzare più forti di prima. Questa, a mio avviso, è l’ultima lezione della Freccia del Sud.

E torna utile anche ai nostri eroi di Casa Modena, ormai da giorni in pieno clima playoffGiusta o meno che sia l’interpretazione, è lo spirito con cui mi piacerebbe vedere giocare i gialloblù contro la Bre Banca Lannutti Cuneo. Gli emiliani partono da una posizione di svantaggio, con i piemontesi avanti 1-0 nella serie (al meglio delle cinque partite) quindi con più chance di qualificarsi.

Ancora qualche giorno divide Modena da gara 2, ma l’impressione, risultati delle amichevoli a parte, è che il tecnico Lorenzetti («Dobbiamo mettere sempre massima attenzione perché per noi giocare contro queste grandi squadre è molto difficile. Dobbiamo avere la testa piena solo di concetti tecnici e solidarietà di squadra», ha detto ieri il coach) abbia trovato l’idea di gioco, più una filosofia in realtà, da infondere ai suoi. Ha parlato di solidarietà di squadra, strumento servito durante la stagione regolare a superare i limiti ed il gap con altre formazioni.

Sembra la strada giusta, sembra ci siano tutti gli ingredienti per una grande impresa. Proprio come lo furono sui 200 metri piani il record di Mennea del ‘79 a Città del Messico e l’oro a Mosca nell’80. Bisogna solo avere una voglia matta di scrivere la storia.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

sabato 2 marzo 2013

Soffrire le gare abbordabili ed abbattere i campioni Casa Modena ha un’attitudine davvero diabolica

I tifosi di Casa Modena
C’è qualcosa di diabolico in Casa Modena. Non c’è dubbio.Lo avverto nella sua involontaria ma sadica attitudine a far soffrire il pubblico gialloblù in gare abbordabili; lo noto soprattutto nella suadente capacità d’imbambolare prima e spedire al tappeto poi avversari forti, talmente forti da portare sul petto addirittura il simbolo dei campioni d’Italia. Così conquista consensi la squadra di Lorenzetti ed è anche per questo suo modo di essere è riuscita a bissare il successo contro la Lube Macerata, superata all’andata e piegata pure nel secondo confronto in campionato.
Stesso risultato di dicembre: un 3-1 che è una mazzata tra capo e collo per la formazione marchigiana, scivolata a quattro punti dalla capolista Itas Diatec Trentino. 
Distacco che, a due giornate dal termine della stagione regolare, potrebbe essere decisivo per i play off. Problemi di una Lube nell’orgoglio, con poco tempo per recuperare e che all’inizio della post season (dal 13 al 24 marzo) di sicuro non incontrerà Modena. Ma i calcoli li faremo meglio la prossima settimana.

Per ora è sufficiente ricordare che gli emiliani non hanno più la possibilità di migliorare il piazzamento in classifica (Cuneo è a +7), ma solo (si fa per dire) di congelare il quinto posto, respingendo gli attacchi di Perugia, Latina e Vibo Valentia. Per questa operazione è obbligatorio vincere e non cedere nemmeno un punto a San Giustino. Espressione dal un retrogusto blasfemo, ma di fatto gli umbri, già salvi e senza tante pretese, sono la vittima perfetta per il piano gialloblù.

L’AVVERSARIO
- Campionato tra alti (pochi) e bassi (troppi) quello degli uomini allenati dal giovane Marco Fenoglio. 
Squadra tranquilla, come detto, ma non in letargo anticipato: ha perso l’ultimo confronto contro la Bre Banca Lannutti Cuneo, eppure ha imposto ai piemontesi di spingersi fino al tie-break per chiudere il match. Torre, Cesarini, Cebulj e Maric hanno dato il massimo e regalato momenti emozionanti al pubblico presente al PalaKemon. Un motivo in più per non considerare rassegnato questo sestetto. In cabina di regia Paolo Torre ha confermato di essere un giocatore di grandissima qualità, che non risente di un’età - classe 1976 - che ha già spinto molti altri suoi coetanei all’addio.
Modena deve vincere per ribadire che la sua scommessa l’ha già vinta. E poi, perché non provare a spingersi oltre il limite. Perseverare, del resto è diabolico.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 22 febbraio 2013

Analisi e progetti, così in gialloblù si risolvono i guai societari ma anche sul campo. Sotto con Macerata

Casa Modena affronta la Lube
nel prossimo turno
Odio i pronostici, ve l’ho già scritto, sono inutili. Eppure, per una strana forma d’incontinenza, ogni tanto mi scappano. E scappano così forte che a volte li azzecco pure. La scorsa settimana è andata in questo modo: la sconfitta di Casa Modena a Cuneo era stata un’ipotesi presa in considerazione ma lasciata sullo sfondo, mentre la speranza, divenuta poi realtà, riguardava il successo di Piacenza a Perugia. Non una grande previsione a dire il vero, ma il risultato è importante perché non schioda i gialloblù dal quarto posto in classifica.

Salvata la pelle, occorre capire cosa non ha funzionato al PalaBreBanca. 
L’analisi è semplice: da un lato i gialloblù in attacco hanno sbagliato troppo, dall’altro i piemontesi hanno costruito la loro fortuna su ottime percentuali nello stesso fondamentale e in battuta. Modena ha avuto anche la sfortuna d’incrociare Cuneo nel suo momento migliore. La squadra di Piazza in pochi giorni ha dato un senso alla sua strana stagione: ha centrato la qualificazione alla Final Four di Champions League, è tornata ad essere competitiva in campionato, ha rinsaldato il feeling con il proprio pubblico (in 3.500 hanno assistito all’ultimo match). Questione di stimoli, dunque.

Gli stessi che invece non ha sempre avuto a disposizione la formazione di Lorenzetti, se non altro per un contesto societario apparso piuttosto traballante di recente. Cancellata la pallavolo femminile, salvo improvvise virate la città non perderà la Serie A1 maschile. Per rimettersi in moto Casa Modena farà il pieno di benzina.

Alla Esso, ovvio, visto che il titolare dell’azienda petrolifera è ad un passo dal diventare anche quello del club: Gino Gibertini, già campione d’Italia con la Panini nel 1976. Assieme e attorno a lui graviterà un gruppo di campioni del passato. L’operazione in pratica è fatta ed esiste già un piano per mandare avanti il progetto. Così recitano delle indiscrezioni circolate nelle ultime ore. Si parte da tre certezze, quali il direttore generale Da Re (protagonista della missione salva Modena), il tecnico Lorenzetti e lo schiacciatore Celitans. Ma non ditelo al resto della squadra, i ragazzi potrebbero restarci male e perdere altri stimoli. Sarebbe devastante alla vigilia della difficile partita contro la Lube Macerata campione d’Italia.

L’AVVERSARIO - C’è poco da dire. Negli ultimi tempi Macerata si è alternata al primo posto con Trento. Oggi è seconda, ma la formazione di Giuliani proverà a colmare in fretta il gap di due punti. Nell’ottava giornata ha liquidato senza difficoltà il fanalino di coda Verona (e non ce ne voglia Ravenna, che avevamo già dato per retrocessa…). Ha finora vinto 50 set (38 quelli di Modena), concedendone 21 agli avversari (34 quelli di Modena): in tutto fanno 14 successi e 5 sconfitte. Ha il terzo migliore attacco del torneo (1.658 punti), subito dopo c’è quello di Modena (1.656 punti). Ma è la difesa uno dei principali punti di forza dei marchigiani. All’andata Casa Modena fu protagonista di una grande impresa.
Aiuto, mi scappa un pronostico. Resisto.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

sabato 2 febbraio 2013

Casa Modena, è tempo di chiudere con i saldi. Contro Ravenna sarà l'ora di vincere almeno un derby

Casa Modena affronta Ravenna
nella sesta giornata di ritorno
Ognuno di noi, purtroppo, ha le sue disgrazie. Casa Modena pure. E questa iattura, che ha le facce di Papi, Fei e Simon, si chiama Copra Elior Piacenza. Anche il secondo confronto in campionato, per quanto equilibrato, ha dato ragione agli uomini allenati da Monti, tra l’altro con lo stesso, sacrosanto risultato dell’andata (3-1).

Così, mentre lassù Macerata e Trento sono un po’ a corto di ossigeno, Piacenza sembra avere a disposizione i rifornimenti necessari a sferrare l’attacco. 
Ma è chiaro che tutto questo interessa molto poco ai modenesi. Per la banda Lorenzetti, infatti, il problema non è tanto quello di dover curare le ferite dopo la lotta con l’insuperabile bestia nera, o biancorossa se preferite, di questa stagione.

Qui piuttosto bisogna accomodarsi a tavolino, ragionare, prendere penna, carta e calamaio per cercare di far tornare quei conti del tutto sballati dopo la seconda sconfitta di fila. Sconfitta interna che mette un sigillo su quello che fino a poche settimane fa era il magico momento degli emiliani. Magico a tal punto da spingerli fino ai confini del terzo posto per poi ritrovarsi, oggi, a dividere la quinta piazza con la Sir Safety Perugia (27 punti). Pur non modificando di una virgola le dolci parole spese per i gialloblù negli ultimi appuntamenti ‘Sottorete’ (sono sempre convinto che Modena la sua scommessa l’abbia già vinta) è chiaro che il tempo dei saldi deve finire. A partire dalla prossima trasferta a Ravenna.

L’AVVERSARIO - La Cmc è ultima in classifica e arriva dal ko interno che ha invece rimesso in piedi Vibo Valentia. Ribadisco per i distratti: il prossimo avversario di Casa Modena chiude la classifica di Serie A1 con appena 7 punti. Occupava la stessa posizione anche a novembre, quando la squadra di Lorenzetti regalò a quella di Fresa la prima vittoria. Perseverare, concedendo così altri punti ad un avversario non lontano dalla retrocessione, più che diabolico sarebbe una grossa cavolata. Recuperata la concentrazione, trovate le giuste contromisure per arginare la vivacità dello schiacciatore Bellei e del centrale Mengozzi, quella del PalaDeAndré non diventerà certo una missione impossibile.
Un derby prima o poi andrà vinto.

di
Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 25 gennaio 2013

La sconfitta di Castellana è un incidente di percorso. ‘Nun c’è problema’: Modena può domare Piacenza

Casa Modena ha perso?
"Nun c'è problema..."
Aprile 1995, prima settimana del mese. Mentre la Daytona Modena si avviava a vincere lo scudetto numero venti della sua storia, io ed un manipolo di compagni del liceo stavamo per scrivere un capitoletto della nostra vita che non avremmo mai più dimenticato. In quella mattinata, fredda ma soleggiata, salimmo su un torpedone malconcio. Anzi, era proprio scassato: partenza da Campobasso (Molise), arrivo a Formia (Lazio). 

Contro ogni pronostico, avevamo da poco centrato il titolo di campioni regionali nel torneo studentesco di pallavolo. 
Lì, in pieno Agro Pontino, all’interno di una polverosa ma capiente palestra di un istituto tecnico, ci aspettava la prima partita della fase nazionale. Emozionati, un po’ spaventati, ma anche contenti per la giornata di lezioni dribblata. Nonostante il miscuglio di sensazioni, riuscimmo a scendere in campo con una dose tale di sfacciataggine da vincere un set, il secondo.All’ultimo time-out di questa frazione eravamo più concentrati ad ascoltare quello che diceva il loro coach che il nostro. Errore fatale. Di quel time-out ricordo chiaramente il «Nun c’è problema» - inutile la traduzione - ripetuto non so quante volte dal loro allenatore: «Nun c’è problema, vinciamo. Nun c’è problema, vinciamo».

E infatti perdemmo 3-1 tra le grida (e gli insulti) delle decine di ragazzi presenti sui pochi gradoni della palestra. 
Quella frase, tante volte rispolverata nel corso degli anni, mi è tornata alla mente subito dopo la sconfitta di Casa Modena a Castellana Grotte. Perché di fatto non c’è problema, è stato un incidente di percorso. Tutto sotto controllo, anche se il ko mette fine alla lunga striscia di risultati positivi. I gialloblù sono sempre lì, tra le prime posizioni della classifica, pronti a riprendersi il ruolo, legittimo, di rivelazione della stagione. Con una possibilità in più nel prossimo turno: vendicare la sconfitta subita a Piacenza nel match di andata.

L’AVVERSARIO - Modena dovrà sfruttare innanzitutto il fattore campo contro la Copra Elior. 
Loro sono reduci dal netto successo (ottavo in nove partite) a Vibo Valentia, sestetto, quest’ultimo, scivolato nelle zone medio-basse (14 punti) dopo un avvio di stagione pazzesco. Piacenza, invece, porta con merito sul petto il gallone di terza forza del torneo (31 punti, a -6 da Macerata e Trento). Dieci i successi, mentre sono cinque le sconfitte incassate dalla formazione allenata da Monti (quinto anno in A1, secondo alla guida dei biancorossi). Le armi a sua disposizione sono diverse, dall’esperienza di Papi a quella di Fei (nonostante l’altalenante prova in Calabria), dall’esplosività dello schiacciatore bulgaro Zlatanov alle giocate da fuoriclasse del cubano Simon. Ma «nun c’è problema», Modena sa come si domano le grandi di questo campionato.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

domenica 20 gennaio 2013

Goduria Casa Modena, una ricetta da leccarsi i baffi. Grande chef, ingredienti gustosi e...c'è ancora appetito

Lo "chef" Lorenzetti...
Qualcuno sostiene che, nel linguaggio giornalistico, agli aggettivi si debba ricorrere con il contagocce.
Regola che vale sempre quando si scrive un articolo. Ma non stavolta, non se dobbiamo raccontare l’ennesima impresa di un manipolo di eroi senza regole. E allora via libera: esaltante, brillante, favolosa Casa Modena. E’ una goduria continua veder giocare i giallobù.

Perché se è vero che «battere Trento non vuol dire essere più forti di loro», come ha di recente spiegato il prudente palleggiatore Michele Baranowicz, dopo aver messo in riga Macerata, Cuneo e Vibo Valentia, quella contro la capolista non può essere considerata una vittoria come un’altra, dunque figlia della casualità.

C’è tanta sostanza nel roster emiliano, c’è la capacità di sapersi imporre con il piglio delle grandi e la sfacciataggine di chi non ha nulla da perdere. Modena lotta, Modena è imbattuta da sette partite, Modena è davvero forte. Sembra di essere nel bel mezzo di uno dei tanti cooking show televisivi di oggi, con lo chef Angelo Lorenzetti (suona bene!) ai fornelli per trovare la ricetta giusta. 

E al momento c’è riuscito: i 274 punti realizzati in campionato da Celitans, Deroo quanto basta (lui è a quota 128) e l’accortezza in regia di Baranowicz sono alcuni degli ingredienti di una portata dal sapore intenso. E visto che l’appetito vien mangiando, è lecito aspettarsi anche un gran dessert per rendere il banchetto indimenticabile: Piacenza, con un solo punto di vantaggio (28), è nel mirino dei modenesi.
Sorpassarla e conquistare il terzo posto è una missione più che possibile.

L’AVVERSARIO - Nel prossimo turno (quarta giornata di ritorno), la Copra farà un lungo viaggio alla volta di Vibo Valentia. I calabresi, che da rivelazione rischiano di diventare il flop della stagione, non possono permettersi altri passi falsi. Trasferta sarà anche per Modena, a Castellana Grotte. Stando alla classifica, i pugliesi non sono avversari irresistibili (11 punti sinora). Dall’altra parte della rete, però, Casa Modena troverà una squadra agguerrita, reduce dalla sconfitta contro Perugia, in cerca del primo acuto del 2013. La prudenza di Baranowicz torna ancora una volta utile: «Sono tosti, all’andata è stata una partita combattuta (3-1 per i gialloblù, ndr). Meglio pensare a un set alla volta…».
Giusto per non trasformare un piatto da nouvelle cousine in una frittata.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 11 gennaio 2013

Mente libera dalle pressioni e voglia di stupire ancora. Casa modena, la sua grande scommessa, l’ha già vinta

Angelo Lorenzetti, coach di Casa Modena
(Foto Modena Qui)
Non è un caso, non può essere solo un caso. La Modena del volley ha trovato finalmente la sua dimensione e quella quadratura del cerchio mancata nelle prime e incolori giornate di campionato. C’è la serenità giusta, ma soprattutto la consapevolezza dei mezzi a disposizione. L’addio a dicembre dello schiacciatore olandese Kooy, passato alla Lube Macerata, sembrava il principio di una devastante emorragia di talento. Invece coach Lorenzetti ed il suo staff hanno lavorato per dare al roster gialloblù il necessario equilibrio.

Non è facile capire cosa sia scattato nella testa dei giocatori dopo la sconfitta interna contro Ravenna di metà dicembre, ultima di un filotto terribile. E onestamente, cosa sia accaduto, interessa anche poco. Di fatto Casa Modena oggi è una squadra solida e vincente, che ha inanellato cinque vittorie pesantissime (spiccano quelle contro Cuneo, Macerata e Vibo Valentia) intervallate solo dal tollerabile knock-out nel recupero contro la Itas Diatec Trentino. L’ultimo acuto, quello incassato nell’ultimo fine settimana contro la Tonno Callipo, ha consolidato il quarto posto in classifica e fatto impennare le quotazioni della formazione emiliana. Tutto questo, come scritto in passato, vale già uno scudetto anticipato. Vada come vada, dunque, Modena ha già vinto la sua scommessa. Con un tesoretto di 28 i punti si può guardare con tranquillità ai prossimi impegni. Questo non vuol dire tirare il freno a mano, ma giocarsela fino in fondo con le prime tre della classe, con la consapevolezza che la Copra Piacenza, ora a +4, è nel mirino. D’ora in poi serve una mente libera da pressioni e un’overdose di voglia di stupire. A cominciare dal prossimo avversario.

TOH, CHI SI RIVEDE - Al PalaCasaModena arriva la capolista Trento. Gli uomini di Stoytchev sono favoriti ok (3-1 all’andata), ma quanto detto finora dovrebbe bastare a convincere anche i più scettici che il risultato, in fin dei conti, non è così scontato. Dodici vittorie e una sola sconfitta rappresentano il pingue bottino dei quattro volte campioni del mondo, che anche lontano da casa concedono pochi set ai malcapitati. I pericoli maggiori passano sempre per le manone di Juantorena, Stokr e Kaziyski. Come fermarle lo hanno capito solo (forse pure un po’ per caso) quelli di Vibo all’esordio. L’ultimo clamoroso 3-2 contro Perugia - clamoroso per i due parziali concessi ad un avversario molto meno quotato - potrebbero essere un segnale di stanchezza. Provarci per credere.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

sabato 5 gennaio 2013

Un quarto posto e un entusiasmo davvero da primato. Il 2013 della rivelazione Casa Modena riparte da qui

I tifosi di Casa Modena
Non ci sono dubbi. La semifinale di Coppa Italia ha rappresentato il momento più emozionante del 2012 sottorete di Casa Modena. Uscire dal Forum di Assago tra gli applausi del pubblico gialloblù (e non solo) è stato il segno tangibile di un feeling ritrovato e di una nuova stagione, intesa come ciclo, che è iniziata. 

In questo modo diventano solo un lontano ricordo sia l’altalenante partenza in campionato che le incertezze all’interno di uno spogliatoio sì popolato da buone individualità, ma dove inizialmente erano state smarrite le istruzioni per l’assemblaggio. In mezzo a tutto questo la sconfitta nella Final Eight contro la Lube Macerata si colloca come un insignificante dettaglio.

Sabato si riparte dal quarto posto in campionato e dall’entusiasmo definitivamente decollato del popolo modenese. Euforia che non deve venire meno in un mese di gennaio piuttosto impegnativo. E allora meglio segnare in agenda tutti gli appuntamenti da non perdere. A partire dalle due partite consecutive in programma tra le mura domestiche: sabato la squadra di Lorenzetti ospita Vibo Valentia, quinta in classifica e scavalcata dai modenesi anche nel ruolo di rivelazione del torneo; una settimana dopo, al PalaCasaModena, arriveranno quelli della Itas Diatec Trento, campioni di tutto e pure dell’ultima Coppa Italia. In Puglia, invece, la prima trasferta del nuovo anno è prevista sabato 19 a Castellana Grotte, mentre il 27 gennaio (domenica) a Baranowicz e compagni farà visita la Copra Elior Piacenza.

IL PROSSIMO AVVERSARIO - Difficile immaginare in quali condizioni e in che posizione della graduatoria si ritroverà Modena alle soglie di febbraio. Per quanto ovvio, nessuno vuole perdere quota dopo una rimonta che, ad oggi, vale quanto uno scudetto. Non perdere quota vuol dire innanzitutto domare Vibo Valentia. Semifinale di Coppa Italia a parte, la Tonno Callipo è una squadra tosta, con un gruppo unito e in salute. All’andata, era il 14 ottobre, i calabresi vinsero con un netto 3-0 e si piazzarono al primo posto a punteggio pieno. Il capitano e palleggiatore Manuel Coscione, Mvp di quella serata, continua ad essere il principale punto di riferimento nel sestetto di coach Blengini. Da non perdere di vista, mai, lo schiacciatore tedesco Kaliberda (classe ‘90) e soprattutto l’olandese Klapwijk (classe ‘85), altro martello. A Modena serve un (altro) atto di forza per continuare a sognare.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 21 dicembre 2012

Casa Modena, una rimonta pazzesca e da batticuore. Sarebbe un vero peccato se fosse la fine del mondo...

Casa Modena versione natalizia
(dal quotidiano Modena Qui)
Diciamocela tutta. Questa storia dei Maya un po’ di strizza l’ha diffusa anche tra i più scettici. Forse perché siamo in un’era assai complicata, spesso immersi in un pessimismo cosmico dal quale solo un grande stravolgimento, forse, potrà tirarci fuori. Dovesse prevalere la spietata ipotesi della catastrofe - e in questo caso mi starei rivolgendo al nulla - perderemmo l’occasione di diventare protagonisti dell’auspicato cambiamento.

Da un lato è vero che l’estinzione della specie umana, ad esempio, salverebbe il popolo italico dall’Imu e dalle prossime elezioni politiche, dall’altro però verrebbero meno tante opportunità. Scoprire se la Juventus si confermerà campione d’Italia, chi vincerà Champions League, la Nba e la prossima Formula 1. A qualcuno potrebbe anche andare storto il fatto di non riuscire a capire come finirà la stagione di Casa Modena, a partire dalla Final Eight di Coppa Italia.

Ok, magari rispetto alla minaccia di un asteroide o di un’invasione aliena le vicende gialloblù non rappresenterebbero una priorità, eppure ai romantici del bagher una lacrimuccia potrebbe pure scendere. Sì, perché il club più titolato della Serie A1 è stato finora protagonista di una rimonta pazzesca e da batticuore, dove ha alternato tremendi blackout ad una pallavolo straordinariamente brillante. Da fine del mondo, insomma.
Se riusciremo a superare la nottata (tranquilli, sto facendo anch’io gli scongiuri), dovremo concentrarci sulla prossima giornata, la prima di ritorno. 
Dopo quattro vittorie consecutive, blindato il pass per l’atto finale della coppa nazionale, la squadra di Lorenzetti si è sistemata al sesto posto, con 18 punti, ad appena due lunghezze da Cuneo (la sorpresa in negativo) e Vibo Valentia (la vera sorpresona). Al giro di boa, Modena ritrova la Marmi Lanza Verona, battuta all’esordio stagionale prima di perdersi in una serie di risultati balordi.


L’AVVERSARIO - Veneti in caduta libera, stile Felix Baumgartner, l’austriaco che si è lanciato dalla stratosfera. Dove cadranno non è dato saperlo, ma il penultimo posto in classifica (8 punti come Castellana Grotte, a +4 dal fanalino Ravenna) inizia a preoccupare coach Bruno Bagnoli. Il palleggiatore Marco Meoni, classe ‘73 e un bel po’ di trofei nella bacheca di casa (tra cui cinque World League, tre Europei, un Mondiale e una Champions), taglierà il traguardo delle 600 presenze in A. Ma dopo sei sconfitte consecutive (l’ultima contro Piacenza) e un solo punticino finito nelle casse della Marmi Lanza, c’è davvero poco da festeggiare. Modena dimostri di essere spietata, come la previsione dei Maya.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 14 dicembre 2012

Casa Modena ha compiuto il salto di qualità mentale. San Giustino ha certificato l’evoluzione dei gialloblù

Un "saporito" pomeriggio di Casa Modena
nella casa del Parmigiano Reggiano
(Foto da Modena Qui)
Ai più sembrerà una semplice qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia. Eppure chi segue le vicende di Casa Modena sa che c’è molto altro dietro al successo dei gialloblù contro San Giustino. Innanzitutto è una vittoria esterna, la seconda di questo pazzo e indecifrabile campionato degli emiliani. Quella della squadra di Lorenzetti è stata senza dubbio la prova della maturità. Un esame superato (finalmente) a pieni voti.

E ciò non tanto per il valore dell’avversario (nel complesso poca roba), che davanti al proprio pubblico ha visto evaporare le residue chance per accedere alla coppa nazionale, ma piuttosto per aver trovato, o ritrovato se preferite, la forza e la concentrazione necessarie a centrare il primo obiettivo della stagione.

Un traguardo che fino a qualche settimana fa era seriamente compromesso. Diventare squadra vuol dire fare un salto di qualità mentale ancor prima che tecnico. Casa Modena è riuscita nell’impresa in cui anche lo scribacchino autore di questa rubrica iniziava a non credere più. In tutto questo anche Lorenzetti è stato al centro del processo di crescita. Sono aumentate le sue consapevolezze, forse anche la sua autorità.

Il terzo set contro San Giustino, quando il risultato era di 1-1, spiega proprio questo: il coach ha saputo ridare equilibrio tattico al sestetto tirando fuori uno spento Vesely - peraltro oggi pure acciaccato - e inserendo un più vivace ed incisivo Piscopo, ritrovando l’equilibrio tattico che, data la posta in palio, sembrava poter svanire.

Frazione vinta con disinvoltura, come la successiva, quando Celitans è nuovamente salito in cattedra. Vada come vada al Mediolanum Forum tra due weekend, oggi chi tifa gialloblù deve essere orgoglioso di questa evoluzione. Fino al 26 dicembre, però, tutte le forze dovranno essere indirizzate verso il prossimo impegno in campionato, contro l’Andreoli Latina.

Con due punti in più dei modenesi (17) , la formazione laziale e’ reduce dal knock out interno contro Piacenza. Modena avrà l’occasione di mettere la freccia e arrivare alla Final Eight da settima in classifica. Stavolta non rimarrei stupito: sarebbe solo l’ennesimo colpo di scena di questo pazzo campionato gialloblù.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

sabato 8 dicembre 2012

Esagerata e avventata, ma anche vincente e devastante. Questa Casa Modena ha il fascino dell’imprevedibilità

Casa Modena attesa dalla sfida
contro San Giustino
(Foto da Modena Qui) 
Sono profondamente affascinato da Casa Modena. Non posso negarlo. Mi piacciono le squadre imprevedibili, anche camaleontiche, come quella gialloblù, capace di essere esagerata e avventata come la Roma di Zeman, ma anche devastante e vincente come la Juventus di Conte. Un paio di settimane fa sembrava a un passo dal baratro, poi Modena ha saputo tirare fuori dal cilindro di tutto: attributi, qualità e colpi inaspettati. Materiale impiegato con successo in occasione della trionfale trasferta a Macerata. Leggasi i campioni d’Italia in carica, mica avversari qualunque. Ora è cambiato tutto.

Da squadra senz’anima e senza costrutto -definizione utilizzata con convinzione un paio di rubriche fa- a sorpresa della stagione. 
Magari meno stupefacente di Vibo Valentia, ma suvvia, pur sempre una gran bella sorpresa. Quello che conta davvero, giudizi dello scribacchino a parte, è che coach Lorenzetti e i suoi ragazzi hanno dimostrato di poter giocare una pallavolo di altissimo livello, convincendo anche ai più scettici sulle immense potenzialità offensive a disposizione. 


E’ per questo che quello contro i marchigiani può essere definito il match perfetto. 
Perfetto, proprio come le singole prestazioni di Celitans (evviva!) Deroo e Quesque. Ora è cambiato tutto anche perché sono diventate molto più concrete le possibilità di acciuffare un obiettivo apparso irraggiungibile solo una manciata di giorni fa: la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia in programma il 29 ed il 30 dicembre al Mediolanum Forum
Partecipare al party milanese vuol dire congelare l’attuale ottavo posto. E per sigillare il freezer non ci sono grosse alternative: battere San Giustino, prossimo ostacolo in campionato. 

L’AVVERSARIO - Allenata da Marco Fenoglio (classe ‘70, uno dei tecnici più giovani del torneo), l’Altotevere San Giustino ha 8 punti, tre in meno degli emiliani. 
Reduce dalla sconfitta a Cuneo (3-0), la formazione umbra ha fatto il pieno in due sole occasioni (contro Verona e Ravenna). Ha ceduto al quinto set al termine delle sfide a Perugia e, ancora prima, Latina. Sintomo chiaro di un sestetto che tende a non mollare anche contro rivali più attrezzati. 

San Giustino avrà il vantaggio di giocare in casa, con l’obbligo di racimolare qualcosa per non correre il rischio di essere risucchiata nei bassifondi della classifica e tenere vive le chance (poche) di partecipare alla coppa nazionale. Va tenuto d’occhio il duo di centrali Bohme-DeTogni: attenti a muro, piuttosto efficaci in attacco. E’ il loro piatto forte.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

venerdì 30 novembre 2012

Cara Casa Modena, non ho ancora capito chi sei. Troppi alti e bassi: le perplessità minano il giudizio

Casa Modena affronta Macerata
nel prossimo turno di A1
(foto da Modena Qui)
Temo che mia figlia, tre anni appena compiuti, inizi ad avere seri dubbi sull’equilibrio mentale del papà. L’ho intuito qualche giorno fa, prima di accompagnarla all’asilo, dal suo sguardo confuso mentre continuavo a dirle che «curare una rubrica per un giornale è cosa assai complicata». Sì, sarà anche troppo piccola, ma volevo solo sfogarmi e condividere con il rampollo che quanto scritto fino ad oggi per Modena Qui fa parte di quei rari casi in cui il papozzo-giornalista può sbilanciarsi in un giudizio. Operazione rischiosa, pure un po’ stressante, perché dietro l’angolo c’è sempre la possibilità di cadere in contraddizione.

La piccola si è tenuta le sue perplessità mentre si avviava all’impegnativa giornata tra i balocchi. 
Io, a dire il vero, ne ho maturate altrettante. Non riesco infatti ancora a capire che razza di squadra sia Casa Modena, senza esitazioni definita «priva di un'anima» la scorsa settimana dopo una pesante sequenza di flop. Il successivo e inatteso colpaccio contro Cuneo, invece, ha rivoluzionato le mie idee. Non avranno ancora un’anima -mi sono detto- ma i gialloblù sono vivi e vegeti! Posizione mutata una manciata d’ore dopo per via della sconfitta, stavolta prevedibile, incassata nel recupero contro Trento. Perdere contro i campioni del mondo ci sta, ma Modena ancora una volta ha affrontato a modo il suo match: tra alti e bassi. Ha saputo mettere in difficoltà gli uomini di Stoytchev, poi si è sbriciolata tra una miriade di errori che vanno al di là dal valore dell’avversario. È questo l’aspetto su cui Lorenzetti dovrà lavorare molto. E il passaggio di Kooy alla Lube Macerata non facilita certo l’operazione.

L’AVVERSARIO - Nel prossimo turno, dall’altra parte della rete, Modena si ritroverà di fronte proprio i faccioni scudettati della Lube. Loro giocheranno in casa e il pronostico, manco a dirlo, non strizza l’occhio ai nostri eroi. La formazione di Giuliani (capolista con 21 punti) ha vinto 7 partite su 8. L’unica sconfitta dei biancorossi è arrivata al quinto set contro Trento. Attacco formidabile, murato solo 45 volte (contro le 100 di Ravenna); una macchina da punti con 502 palloni vincenti messi a terra. Il martello azzurro Zaytsev, 28 punti a Verona nell’ultima giornata, sa essere incontenibile. Le cose girano bene anche in difesa: 41 errori in ricezione, solo Vibo ha fatto meglio con 31.

PERCHE' CREDERCI - Perché Casa Modena è in grado di giocare una buona pallavolo (suvvia, un po’ di ottimismo); perché in palio ci sono punti decisivi per centrare un difficile obiettivo: la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, che fino a domenica sembrava compromessa; perché non voglio avere più dubbi né incrociare lo sguardo perplesso di mia figlia.

di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui