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venerdì 21 settembre 2012

Celitans, un caso gestito con serenità e senza isterismi a volte il volley può insegnare al calcio. Vero Milan?

Mio cognato, che da qualche anno ha scelto la piccola frazione di Sorbara come quartier generale, è un fondamentalista del pistone. No, nessuna audace allusione. Il riferimento è solo alle oggettive difficoltà nel considerare sport tutto ciò che non emette un rombo e non è in grado di sfrizionare o derapare.

Si è trasferito nella regione giusta, credo sia evidente. E poi ci sono le sue domande, disarmanti punti interrogativi posti con lo sguardo disincantato di un bambino (spero non si offenda). Tempo fa, davanti a una boccia di lambrusco (è astemio, sorseggiavo da solo), mi chiese il perché dei tanti infortuni di Alexandre Pato, attaccante brasiliano del Milan.


La risposta, a dire il vero, rimbalzava già da un po’ dalle tv alle radio e dalla carta stampata fino al web: una struttura ossea piuttosto delicata sulla quale è stato piazzato un eccessivo carico di lavoro. Non solo.

Ancora oggi, infatti, sono convinto che le difficoltà del calciatore siano legate in modo indissolubile anche al forte pressing mentale esercitato da chi, a torto o a ragione, pretende un recupero definitivo. E’ l’esatto contrario, a ben guardare, di ciò che è accaduto a Gundars Celitans, opposto lettone che Casa Modena ha scelto per sostituire Angel Dennis.
La forma di meningite contratta a inizio luglio, come noto, gli ha imposto il ricovero in ospedale e il forfait alle pre-qualificazioni europee con la nazionale. Allo stato attuale, invece, il ragazzone nato a Daugavpils è abile arruolato tra i gialloblù di coach Lorenzetti.


Certo, ci sono evidenti differenze tra i due casi: da un lato una malattia che può implicare conseguenze gravi ma ora sotto controllo, dall’altro una sfilza d’infortuni muscolari; da un lato c’è una disciplina che ha picchi d’entusiasmo, ma sopravvive nella penombra, dall’altro uno sport costantemente sotto la lente d’ingrandimento dei mezzi d’informazione.

Eppure il Milan, in un momento così delicato della propria storia, può trarre un prezioso insegnamento, magari un semplice spunto di riflessione, dalla vicenda Celitans: la grande tranquillità con cui a Modena hanno gestito la situazione, al di là degli allarmi della tifoseria. È un altro buon segnale lanciato da chi sogna di ricostruire il giocattolo perfetto che tra gli anni Settanta e gli Ottanta ha vinto tutto, in Italia come in Europa. Lo avevamo già intuito quel pomeriggio a Surbèra, io e mio cognato, davanti a quel delizioso lambrusco.


di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

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venerdì 13 luglio 2012

Generazione di fenomeni, avvistamenti e vicissitudini: Cisolla ha firmato per... Sky. Ma ha il telefono acceso

Alberto Cisolla
schiacciatore ex  Roma
(foto da sportlive.it)

Zia Concetta è una ristoratrice di una cittadina del centrosud dimenticata da Dio. Il locale, che porta lo stesso nome della proprietaria, è stato per anni il ritrovo di giovani squattrinati a caccia di un rifugio dove riempirsi la pancia con un pugno di lire. Per molti di noi era anche il posto giusto dove chiacchierare, davanti a un buon bicchiere di rosso, di 4-4-2, blocco e primo tempo. Calcio, basket e pallavolo erano le nostre ossessioni.

Sono tornato lì la scorsa settimana: zia Concetta ha moltissime rughe in più, ma dalla sua cucina escono ancora profumi deliziosi. Tra i tavoli, una scarsa decina oggi come ieri, ho ritrovato un vecchio compagno di squadra. Palleggiatore fino a qualche anno fa in serie C1, Emilio, detto il ‘capitano’ per il suo carisma, mi ha raccontato dell’ultimo avvistamento in città di Pasquale Gravina, ex azzurro e da quelle parti considerato una specie di eroe.

Ne è nata, inevitabile, una discussione sulla generazione di fenomeni che per circa un decennio, tra il 1990 e il 2000, ha reso grande la nazionale italiana di volley. Gravina dal 2009 ha legato il suo nome a Treviso, diventandone anche amministratore delegato prima della deflagrazione societaria e il trasferimento del titolo a Belluno. Che a Treviso il volley viva un momentaccio lo conferma anche la vicenda di Alberto Cisolla, trevigiano e altro grande del nostro volley. Sette scudetti, tre Champions e wikipedia solo sa quanti altri titoli, oggi Cisolla è uno schiacciatore in cerca di occupazione. Conseguenza della mancata iscrizione in A1 della M.Roma, squadra dove ha giocato lo scorso campionato. La tentazione sarebbe quella di consigliare il suo acquisto a Modena, anche se ingaggi e politica dei giovani rendono questa ipotesi un azzardo. Ma chissà... Di fatto, Cisolla si trova a spasso. ‘Sopravviverà’, diciamo così, commentando l’Olimpiade per Sky in attesa di una chiamata. Tenere il telefonino a portata di mano è un destino comune a molti giocatori in un momento e in un contesto molto particolare: meno squadre (12 in A1 e 13 in A2 dopo che Matera ha vinto il ricorso al Giudice di Lega) e meno euro. In mezzo a tutto ciò diminuiscono le possibilità di andare all’estero a questo punto dell’estate, dato che in molti tornei ci sono limiti al numero degli stranieri. E’ cambiato davvero tutto. Tranne il vino di zia Concetta, meno male.



di Alfredo ALBERICO
dal quotidiano Modena Qui

domenica 15 maggio 2011

Juantorena, l'eroe di Trento che per Cuba è un nemico

Dissidente politico per il governo di L'Avana, ha lasciato il suo Paese per diventare professionista. Fermato da una squalifica fino al 2009. In Italia è rinato: 2 Champions, 2 Mondiali,Dissidente politico per il governo di L'Avana, ha lasciato il suo Paese per diventare professionista. Fermato da una squalifica fino al 2009. In Italia è rinato: 2 Champions, 2 Mondiali... [Clicca per leggere tutto l'articolo]

di Alfredo ALBERICO
da www.sky.it/sport